"PER UNA MAGNA CARTA DELLA LIBERTA´ RELIGIOSA IN ITALIA"
30-03-2018 -
Nel 2006 naufragavano definitivamente due proposte di legge, che intendevano superare la legislazione fascista sui culti ammessi, ancora in vigore per le confessioni religiose diverse dalla cattolica. E naufragavano soprattutto perché la Conferenza Episcopale Italiana si opponeva in particolare all´eguale trattamento delle diverse confessioni religiose e al principio di laicità per tutte le fedi sul territorio italiano.
A distanza di dodici anni ci troviamo pertanto al punto di partenza, cioè alla gerarchia fondata sui "tre piani": in alto, la Chiesa Cattolica e i suoi Patti Lateranensi, al centro, le Intese con chi vuole o può stipularle, e in basso, invece, i culti "riconosciuti", regolati da una nuova legge sulla libertà religiosa.
Non possiamo comunque non rilevare come sia il Concordato tra lo Stato e la Santa Sede, sia le Intese tra le confessioni religiose di minoranza siano di fatto un elemento di privilegio e di disparità insopportabile. Gli altri culti sono, in buona sostanza, una sorta di figlia della serva, che nessuno vuole e che quotidianamente lottano per esercitare pienamente il loro diritto all´esercizio del loro ministerio spirituale e materiale.
Questa situazione oggettiva di marginalità e disparità dei culti che non desiderano o non hanno un collegamento "privilegiato" con lo Stato e che soggiacciono ancora sotto il cappello della vecchia legislazione fascista sui culti ammesi deve finire.
Il nuovo Parlamento, tuttavia, non brilla davvero di figure interessate ai temi delle libertà fondamentali dell´uomo: Salvini, peraltro, è l´uomo che ha giurato in pubblico sul Vangelo, mentre il suo concorrente Di Maio andava a baciare pubblicamente il sangue di San Gennaro sul sagrato del Duomo di Napoli. Queste operazioni confessionali, in linea con la peggiore tradizione opportunistica della politica italiana, sono state premiate dall´elettorato cattolico e conservatore italiano. E per questo sono la campana a morto di una nuova proposta di legge sulla libertà religiosa veramente eguale per tutti e senza discriminazioni.
Occorre pertanto che gli uomini e le donne migliori si avvedano del pericolo del risorgente oscurantismo spirituale e materiale dell´Italia e si uniscano per scrivere una proposta di legge di iniziativa popolare in materia di libertà religiosa e di superamento del vecchio ordinamento fascista sui culti ammessi. Non ci sono a mio avviso altre strade da percorrere. Occorre destare le coscienze degli italiani, ponendo al centro una delle libertà fondamenti dell´uomo: quella alla libertà religiosa. Per questo chiedo da queste pagine di aprire un dibattito pubblico, che giunga alla costituzione di un coordinamento, che non si perda troppo in chiacchiere sul momento politico attuale, ma che si concentri a scrivere una Magna Carta della Libertà Religiosa in Italia.