Giorgio Bouchard, storica figura dell'evangelismo italiano, si è spento oggi a Torre Pellice, dopo lunga malattia, che lo aveva provato nel corpo, ma che non aveva potuto piegarne lo spirito di credente impegnato e di intellettuale ardente, sempre partecipe alle evoluzioni culturali e politiche del suo tempo.
Nella sua lunghissima vicenda umana, Bouchard ha saputo andare oltre le Valli Valdesi. Eppure il suo legame con questo mondo di resistenza minoritaria alla persecuzione religiosa e politica è stato indissolubile.
Di antica famiglia valdese, Giorgio Bouchard volle seguire le orme avite e divenne pastore in varie parti d'Italia. Ma fu anche intellettuale raffinato e curioso, nonché militante politico di sinistra.
Negli anni 1979-1986 fu Moderatore della Tavola Valdese, cioè il massimo organismo rappresentativo della Chiesa Valdese, firmando per essa l'Intesa con lo Stato Italiano e superando in questo modo le leggi fasciste sui culti ammessi del 1929.
Bouchard aveva un eloquio brillante e vivace e una penna mai seriosa e pesante. Per questa ragione fu predicatore e conferenziere ricercato, nonché giornalista e saggista di multiforme umanità.
Nessuna meraviglia se fu chiamato successivamente alla presidenza della Federazione delle Chiese Evageliche. Né si deve dimenticare il dialogo sempre più intenso con il mondo pentecostale e con il cattolicesimo italiano, credendo egli nell'ecumenismo come via per una autentica esperienza di vita cristiana di unità nella diversità.
Giorgio Bouchard fu più cose. Ma fu soprattutto un pastore valdese.
Come pastore valdese partecipò al rinnovamento religioso e politico della sua Chiesa, distaccandosi dall'evangelismo risvegliato e dal conservatorismo risorgimentale dei suoi antenati dal sangue blu per aderire al pensiero barthiano e all'interpretazione teologica progressista di Giovanni Miegge.
Come pastore valdese cercò il riscatto dei più emarginati, fondando a Cinisello Balsamo una comune per le classi operaie di quell'area.
Come pastore valdese fu predicatore dell'Evangelo dalle Valli al Mezzogiorno.
Come pastore valdese firmò quelle Intese con lo Stato Italiano per cancellare la vergogna delle restrizioni religiose di Mussolini.
E come pastore valdese cercò l'unità dell'evangelismo italiano, fu antifascista militante e dialogò in modo brillante con la più impegnata intelligenza italiana.
Infine, come pastore valdese, ha voluto finire i suoi giorni nelle Valli Valdesi.
Di questa tempra di uomini ha bisogno l'evangelismo italiano.
Di questa tempra di uomini ha grande necessità l'Italia.
La Rivoluzione Democratica saluta questa nobile figura della cultura religiosa italiana e si stringe attorno al dolore della compagna di una vita: Piera Egidi Bouchard!