"ALEXANDRIA OCASIO-CORTEZ:
STILE, CARATTERE E CAPACITA' "

29-07-2020 -

Una pesante lezione quella impartita al deputato repubblicano Ted Yoho dalla deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, dopo che il poco garbato parlamentare l'aveva definita "fottuta puttana" sulla scalinata del Campidoglio. Parole quelle della intelligente Alexandria nel discorso che ha tenuto in parlamento, che hanno avuto la capacità non solo di asfaltare il sessista parlamentare repubblicano – “Mi ha chiamata schifosa, pazza, 'fucking bitch' “ -, ma anche di assurgersi a paladina di tutte le donne, americane e non, che nella propria vita sono state trattate con violenza e arroganza da un uomo sul luogo di lavoro, per le strade e in famiglia.

Socialista democratica, è stata eletta parlamentare appena due anni fa nel Distretto 14 di New York, dopo che nel 2018, dopo anni nella squadra elettorale di Bernie Sanders, decide di sfidare e vincere a sorpresa le primarie di partito su Joseph Crowley, centrista e parlamentare democratico da ben diciotto anni. Supportata dal voto degli ispanici americani, ha improntando tutta la sua politica sulla difesa dei diritti civili e dell'ambiente. Favorevole ad una sanità pubblica aperta a tutti e alle università pubbliche gratuite, ha fatto battaglie importanti sull'aumento del salario minimo orario e sul togliere ai privati la gestione delle prigioni, chiedendo inoltre la regolamentazione della detenzione di armi da fuoco. Ha conquistato le ONG e le associazioni che si occupano di immigrazione proponendo “un iter che conduca alla cittadinanza per gli immigrati irregolari e l'abolizione della U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE)”. Tutte politiche sicuramente in forte contrasto con le attuali presidenziali, e che sottraggono quotidianamente elettorato soprattutto femminile e giovane, al partito repubblicano.
Nella ultima tornata elettorale sono centoventisette le donne elette al Congresso americano. Prima volta di così tante donne al Capitol Hill, ma con pesi differenti nei due partiti contrapposti: centosei sono le democratiche ma solo ventuno le repubblicane. AOC, suo nickname, è la più giovane delle elette.

“Yoho ha fatto insulti che mi sono sentita dire più volte nella vita da altri uomini in metropolitana a New York o quando lavoravo al ristorante. Non c'è niente di nuovo e questo è il problema. E' un fatto culturale. Si accetta la violenza e il linguaggio violento contro le donne e non si punisce chi lo usa. C'è un sistema di potere che supporta questo tipo di comportamenti”. Yoho non era solo quando l'ha insultata. Era con un altro parlamentare che è rimasto in silenzio.

E il discorso di AOC non si ferma, va oltre, salendo intelligentemente e con molta arguzia la scala gerarchica del partito repubblicano, omogenizzando sul tema quella parte politica che le è contraria e che in passato ha già avuto parole offensive nei confronti delle donne, riferendosi in tal modo ad un video dove Trump, allora candidato repubblicano, pronunciava frasi fortemente sessiste. "Sono qui perché devo dimostrare ai miei genitori che non mi hanno cresciuta perché accettassi abusi dagli uomini. Succede ogni giorno in questo Paese ed è successo anche qui, sulle scale del nostro Congresso. Ed accade quando persone che ricoprono le cariche più elevate di questo Paese ammettono che le donne possono essere ferite usando questo tipo di linguaggio”.

Naturalmente a niente sono valse le scuse non poi così contrite di Ted Yoho, che si è sentito in dovere solo di ricordare che ha una moglie e due figlie, come se questo lo rendesse di fatto rispettoso del genere femminile. AOC ha chiesto alle donne presenti in aula di raccontare le loro esperienze in Parlamento e fuori, su abusi e violenze da parte di uomini. E numerosi sono stati gli interventi, fino a quando la democratica ha dato il colpo di grazia, se mai ce ne fosse stato bisogno. "Yoho ha affermato di avere una moglie e due figlie, ma avere una figlia non rende un uomo una persona perbene, avere una moglie non rende un uomo una persona perbene. E' trattare le persone con dignità e rispetto che rende un uomo una persona perbene. Anch'io sono la figlia di qualcuno ma mio padre non è più vivo per vedere come il signor Yoho ha trattato sua figlia. E mia madre ha visto tutto in televisione, la mancanza di rispetto manifestata da qualcuno in questo palazzo […] Quello che non posso tollerare è usare le donne, mogli e figlie per farsi scudo e trovare scuse per un comportamento sbagliato […] io sono qui per dimostrare ai miei genitori di essere loro figlia e che non mi hanno insegnato ad accettare di essere offesa dagli uomini.»

Per la cronaca Ted Yoho non solo ci ha rimesso la faccia, ma anche il posto nel consiglio di amministrazione di “Bread for the World” una importante organizzazione umanitaria cristiana. E si sa il peso che queste istituzioni hanno sulle elezioni americane. E se ancora ci fossero dubbi sulla posizione assunta dalla associazione in merito al fattaccio, il comunicato ufficiale sulle dimissioni spontanee chiarisce ulteriormente, dichiarando di “riaffermare l'impegno a favore delle donne e delle persone di colore, negli Usa e nel mondo, mentre cercano di guidarci verso un mondo più inclusivo ed equo […] Crediamo che le recenti azioni del repubblicano Ted Yoho e le sue parole riportate dai media non riflettano gli standard etici, che ci aspettiamo dai membri del nostro consiglio di amministrazione”.

L' "impulsivo e arrogante" Ted si è fatto quindi silenzioso. Finalmente. Forse un po' tardi. Certezza è che l'episodio ha irritato non poco l'opinione pubblica americana e, provando ad indovinare, sarà un bel macigno sulle scelte di voto dell'elettorato femminile nel prossimo novembre.


Fonte: di PATRIZIA VIVIANI